UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

La recessione, poesia di Pier Paolo Pasolini, cantata da Alice. In ricordo di Pier Paolo Pasolini, morto 35 anni fa (02/11/1975)

Posted by Prof. Attilio Folliero su 07/11/2010

In occasione del trentacinquesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini (02/11/l1975), mi piace ricordarlo con una sua poesia, la recessione, cantata da Alice. 

Alice, al secolo Carla Bissi, durante la sua lunga e importante carriera, tra le tante canzoni ha cantato anche questa stupenda poesia di Pier Paolo Pasolini. La canzone è contenuta nell’album “Mezzogiorno sulle Alpi” (1992).

 

La recessione 
(testo per la canzone da P.P. Pasolini)

Vedremo calzoni coi rattoppi; rossi tramonti su borghivuoti di macchine pieni di povera gente che sarà tornata da Torinoo dalla Germania.I vecchi saranno padronidei loro muretti come poltrone di senatori; e i bambini sapranno chela minestra è poca, e cosa significa un pezzodi pane.E la sera sarà più neradella fine del mondo, e di notte sentiremo soloi grilli o i tuoni; e forse qualche giovane tra quei pochi tornati alnidotirerà fuori un mandolino. L’aria saprà di straccibagnati. Tutto sarà lontano. Treni e corriere passerannoogni tanto come in un sogno.
Le città grandi come mondi saranno piene di gente cheva a piedi, con i vestiti grigi e dentroagli occhi una domanda che non è di soldi ma èsolo d’amore, soltanto d’amore. Le piccole fabbriche sul più bello di un pratoverde della curva di un fiume dal cuore di un vecchiobosco di querce crolleranno un poco persera, muretto per muretto, lamiera per lamiera. E gli antichi palazzi saranno come montagne dipietrasoli e chiusi come eranouna volta.E la sera sarà più neradella fine del mondo,e di notte sentiremo i grillie i tuonie forse qualche giovane tra quei pochi tornati alnidotirerà fuori un mandolino.L’aria saprà di straccibagnati. Tutto sarà lontano. Treni e corriere passerannoogni tanto come in un sogno.

I banditi avranno i visidi una voltacoi capelli corti sul collo e gli occhi di loro madre, pieni del nero delle nottidi luna e saranno armati solo diun coltello.
Lo zoccolo del cavallo toccheràla terra, leggero come una farfalla, e ricorderà ciò che èstato, in silenzio, il mondo e ciò che sarà.
 

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