UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

01.05 – Dittonghi, trittonghi, iato, dieresi, sineresi

Pubblicato da Prof. Attilio Folliero su 24/03/2011

A cura delprof. Attilio Folliero
 
Dittonghi (Scaricare/Descargar)
 
Ogni vocale rappresenta una sillaba; quando si incontrano due vocali,possiamo avere due sillabe, oppure una sola sillaba. Quando due vocali sipronunciano unite siamo di fronte ad un dittongo.
Specifichiamo che le vocali i, u sono deboli; le vocali a, e,o sono forti. Il dittongo ècostituito sempre dall’incontro di una delle due vocali deboli i e u (nonaccentata) con una delle vocali forti a,e, o che si fondono in un’unica emissione di voce. Esempi: Eu-ropa,uo-mo, pio-vere, pian-to, mai.
 
Nel dittongo la voce cade sulla vocale forte, sfuggendo quasi dalla vocaledebole. Per questo motivo la i e la u vengono dette semivocali.
 
La vocale forte può precedere la debole come in au-la, Eu-ropa ed ildittongo si chiama discendente.
 
La focale forte può seguire la vocale debole, come in fia-to, vie-ni,chio-do ed il dittongo si chiama ascendente.
Possono formare dittongo anche due vocali deboli (i, u). Esempi: fui, colui, giù
 
I dittonghi possibili sono:
 
ià, iè, iò, iù. Esempi: piatto, fieno, fiore, fiume;
uà, uè, uì, uò. Esempi: puntuale, duello, suino, fuori;
ài, àu. Esempi: dirai, causa;
èi, èu. Esempi: farei, neutro;
òi. Esempio: voi.
 
I gruppi vocalici ea, eo, ae, oe non costituisconodittonghi. Esempi: corteo, poeta, paese, teatro.
 
Trittonghi
 
L’unione di due vocali deboli con una vocale forte nella stessa sillabaforma un trittongo. Esempi: miei, tuoi, guai, aiuole.
 
Iato
 
Nelle seguenti parole le vocali, pur essendo vicine tra loro, appartengonoa sillabe diverse: ba-u-le, gra-tu-i-to, pa-u-ra, ri-a-ve-re, tri-an-go-lo,vi-a-le. In simili casi si parla di iato (o dittongo apparente). Quindi, l’incontrodi due vocali che si pronunciano separatamente, con due diverse emissioni divoce, forma uno iato.
 
Lo iato si verifica:
-       quando si incontrano duevocali forti (a, e, o). Esempi: bo-a-to, le-a-le, po-e-ta, a-e-re-o, e-ro-e,pa-e-se;
-       quando le vocali deboli (i,u) hanno l’accento tonico: mì-o, vì-a, zì-o, pa-ù-ra;
-       quando la parola deriva daun’altra che aveva l’accento sulla i o sulla u: vi-à-le (da vì-a), spi-à-re (daspì-a);
-       nei composti con i prefissiri, re: ri-a-ve-re, ri-a-pri-re, re-a-le, re-di-ge-re;
-       quando la i è preceduta da ro da un gruppo consonantico: a-tri-o, pa-tri-a, ri-o-ne, tri-on-fo, tri-bu-no. 
 
Dieresi e sineresi
 
A volte in poesia, i suoni vocalici checompongono un dittongo, si pronunciano separatamente, come se appartenessero a due sillabi.
 
La sineresi è l’opposto della dieresi: due vocaliche non formano dittongono si fondono in una al fine di ridurre il numero disillabe.
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