UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

01.11 – I segni di punteggiatura

Posted by Prof. Attilio Folliero su 24/03/2011

A cura del prof. Attilio Folliero

I segni di punteggiatura (Scaricare/Descargar)
 
I segni di punteggiatura si adoperano per rendere più chiaro il discorso edindicare le varie pause durante il suo svolgimento. Dunque, sono importanti. Oggi, però si tende ad usare sempre meno i segni di punteggiatura, fino adarrivare in casi estremi ad abolirli del tutto, a volte per eccesso diraffinatezza, a volte per ignoranza.
 
La punteggiatura è comunque un elemento soggettivo, il cui uso dipendedall’intuizione, dalla carica emotiva, dallo stile dell’autore.
 
I principali segni di punteggiatura sono: la virgola, il punto e virgola, idue punti, il punto (o punto fermo), il punto interrogativo, il puntoesclamativo, i puntini sospensivi (o punti sospensivi), le virgolette, leparentesi tonde, la lineetta, il tratto d’unione; poi vi sono altri menousuali, come le parentesi quadre, le parentesi graffe, l’asterisco, il puntomisto.
 
La virgola (,)
 
La virgola indica la pausa più breve fra due parole o fra due proposizioni.Il suo utilizzo è soggettivo, anche se esistono alcune regole per il corretto uso:
       Nell’enumerazione di nomi, aggettivi, verbi, avverbi, ecc. e nelle proposizioni. Esempi: Ieri vidi tuo padre, tua madre e tuo fratello; Tizio, Caio e Sempronio; Venne, vide,vinse; Espose i suoi progetti, criticò i nostri e se ne andò;  Luigi va al lavoro in auto, ma dove lavora,non essendoci posto per parcheggiare è costretto a lasciare l’auto nella piazzae camminare a piedi per dieci minuti.
       Perseparare alcuni incidentali, come apposizioni, incisi, locuzioni attributive eproposizioni incidentali. Esempio: Damasco, capitale della Siria, è cittàantichissima; Il sole, verso le cinque, splende con minor intensità.
       Primae dopo un vocativo. Esempio: ragazzi, siate buoni! Che fai tu, Giovanni, dallecinque alle sei?
 
La virgola non si pone:
       fra il soggetto ed il predicato e fra il predicato e l’oggetto;
       quando la proposizione subordinata svolge la funzione di soggetto o di complemento oggetto;
       nell’ultimo termine preceduto da una conginzione.
 
Il punto e virgola (;)
 
Il punto e virgola indica una pausa più lunga della virgola e serve aseparare due parti di uno stesso periodo. Esempio: Quando vidi che tutti mi guardavano,mi colse l’imbarazzo; tuttavia non mi persi d’animo e risposi.
 
I due punti (:)
 
I due punti si adoperano:
       per introdurre una frase esplicativa. Nella valigia inserisco sempre i ricordi del mio paese: delle cartoline, un libro di storia e delle foto.
 
       quandosi riportano parole o discorsi altrui. In questo caso, i due punti sono seguitidalle virgolette o da una lineetta e dall’iniziale maiuscola. Socrate ebbe adire: “Io so di non sapere”
 
       quandosegue un elenco, una enumerazione. Le proposizioni subordinate possono esseredi vario tipo: interrogative, oggettive, finali, causali, ecc.
 
 
Il punto fermo (.)
 
Il punto fermo segna la pausa più lunga e si adopera alla fine di unperiodo. Dopo il punto, la parola seguente inizia sempre con la letteramaiuscola. Il punto si pone anche:
 
       al termine delle abbreviazioni. Esempi: ecc., avv.
 
       tra le lettere di una sigla. Esempi: O.N.U., C.G.I.L.; in questo caso, l’ultimo punto non è seguito da lettera maiuscola.
 
Se fra un periodo e l’altrio si inserisce un punto che segna un fortedistacco tra i due, dopo il punto si va a capo.
 
Il punto interrogativo (?)
 
Il punto interrogativo segna una frase interrogativa diretta. Esempi: Cosadici?; Che fai? Vuoi venire al cinema? Andrai a scuola domani?
 
Se l’interrogazione è indiretta non si pone il punto interrogativo. Esempi:Dimmi cosa dici; Dimmi cosa fai. Va col punto interrogativo se trasformiamo ladomanda indiretta in diretta. Dimmi: “Cosa dici?”.
Se il punto interrogativo chiude un periodo, la parola seguente comincia conla maiuscola; se invece si succedono più interrogazioni, dopo ogni puntointerrogativo segue la lettera minuscola. Esempi: Dove sei stato ieri? Ierisono stato al mare. Però: Chi è stato? chi ha rotto il vetro? chi di voi è ilcolpevole?
 
Il punto interrogativo a volte si pone tra parentesi, dopo una frase o unaparola per indicare ironia o incredulità. Esempio: Il professor (?) Rossi sostieneil contrario.
 
Il punto esclamativo (!)
 
Il punto esclamativo si pone alla fine di una frase per esprimere stupore,meraviglia, dolore, cioè uno stato d’animo. Esempi: Com’era bello!; Chil’avrebbe detto!
 
Il punto esclamativo a volte si pone tra parentesi, dopo una frase o unaparola come ad indicare un commento. Esempio: La nostra proposta fu giudicata “incoerente”(!).
 
Il punto misto (?!)
 
Il punto misto formato dal segno interrogativo e da quello esclamativo esprimeincredulità, sorpresa, meraviglia. Esempio: Ha mentito. Possibile?! La parolaseguente si scrive con la maiuscola.
 
I puntini sospensivi (…)
 
I puntini sospensivi, che sono tre, indicano la sospensione del pensiero,dovuta a imbarazzo, pèrplessità, esitazione, minaccia ed altro. Esempio: seio…; Non vorrei che…; Se posso…; Se non le dispiace…; A buonintenditor…
 
I puntini di sospensione si usano:
 
       perpreparare il lettore a una metafora;
 
       perinvitare a trarre le conclusioni al termine di un racconto, o di un articolo;
 
       all’inizioe alla fine di una citazione, al posto di quanto precede o di quanto segue:”…mi ritrovai per una selva oscura…”
 
       alla fine di una serie per indicare che la serie stessa continua: Primo, secondo,terzo…
 
Dopo i puntini sospensivi si usa la maiuscola solo se essi indicano la finedi un periodo.
 
Le virgolette (<> oppure “…”)
 
Le virgolette servono a:
 
       racchiudereun discorso diretto; “Io me ne vado” disse Rolando;
 
       amettere in rilievo una parola o un elemento della frase; Io penso che la parola“piano” possa avere vari significati;
 
       introdurreuna citazione. Cesare disse: “Il dado è tratto”.
 
L’asterisco (*)
 
L’asterisco può servire come richiamo per le annotazioni a piè di pagina.Se l’asterisco è ripetuto tre volte, sostituisce un nome di luogo o di personache non si sa o che si vuole tacere. Esempio: Il padre Cristoforo da *** era unuomo più vicino ai sessanta che ai cinquant’anni (Manzoni).
 
La lineetta (-)
 
La lineetta sostituisce spesso le virgolette, specialmente nei dialoghi: Luigi disse: – Dove vai? – E Giorgio rispose: – Vado al cinema.
 
Il trattino o tratto d’unione (-)
 
Il trattino o tratto d’unione serve a indicare, al termine di una riga chela parola è spezzata e continua nella riga seguente. Viene anche usato percongiungere i termini di parole composte. Esempi: l’accademiascientifico-letteraria; il confine italo-austriaco.
 
Le parentesi tonde ( )
 
Le parentesi tonde, una di apertura e una di chiusura, servono aracchiudere parole o proposizioni che non hanno una relazione necessaria con ilresto del discorso. Esempio: Luigi (chi lo direbbe?) è stato promosso senzafare l’esame.
 
Le partentesi quadre ([ ])
Le partentesi quadre, di uso molto raro, racchiudono parole estranee altesto o aggiunte per chiarimento. Esempio: Quel grande [Leonardo] continua astupirci
 
Le partentesi graffe ({ })
Si usano, a volte, per raggruppare o riepilogare in maniera schematica unargomento svolto.
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