UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

02.01 – Analisi grammaticale e le parti del discorso

Posted by Prof. Attilio Folliero su 27/03/2011

A cura del prof. Attilio Folliero

Analisi grammaticale (Scaricare/Descargar)

L’analisi grammaticale omorfologica è la scomposizione di una frase nei suoi elementicostitutivi; ogni elemento, cioè ogni parola che compone la frase vieneanalizzata in base alla sua funzione grammaticale e ricondotte ad una dellecategorie grammaticali o parti del discorso.

 

Le parti del discorso

Le categorie grammaticali o parti del discorso sono in tutto nove. Di queste, cinque sono variabili, ossia possono variare la terminazione in base al genere (maschile o femminile), o al numero (singolare o plurale), quattro sono invariabili, ossia non cambiano mai la terminazione.

 

Le cinque parti variabili del discorso sono:

 

Nome, che indica persone, animali, cose, idee, sentimenti, ecc. Esempi: uomo, donna, cane, gatto, libro, quaderno, vurtù, poesia.

Articolo, che introduce in maniera determinata o indeterminata il nome. Esempi: il bambino, la donna, un bambino, una donna.

Aggettivo, che qualifica o specifica il nome. Esempi: bel cane, quel cane.

Pronome, chefa le veci del nome, ossia sostituisce il nome. Esempi: Io sono Luigi; lui è Giacomo.

Verbo, che indica azione o modo di essere. Esempi: la pecora bela; il cane abbaia; ilgatto miagola; il gatto è astuto.

Le quattro parti invariabili sono:

Avverbio, che serve a precisare o modificare il significato di un’altra parola. Esempi: corre lentamente;  è molto bello; è considerevolmente brutto;

Preposizione, che serve a stabilire i rapporti tra le parole. Esempi: Io vado a scuola; il cappotto della mamma.

Congiunzione, che serve ad unire una parola all’altra, o una frase all’altra. Esempi: Io e Giovanni andiamo a scuola insieme; Compra il pane, quando torni.

Interiezione o Esclamazione, che serve ad indicare uno stato dell’animo, un sentimento. Esempio: Ahi me poverino!

Fare l’analisi grammaticale, ad esempio della frase “Io leggo un libro” significa analizzare ognuna delle parole che la compongono: Io è pronome personale soggetto; leggo è verbo, indicativo presente, terza persona singolare del verbo leggere; un è articolo indeterminativo maschile; libro è sostantivo maschile singolare.

Sono variabili quelle parti del discorso che possono mutare la terminazione. Il mutamento nel nome, nell’articolo, nell’aggettivo e nel pronome si chiama declinazione; nel verbo si chiama coniugazione.

 

Per chiarire il concetto di variabilità è necessario spiegare alcuniconcetti relativi a radice, desinenza, prefisso, suffisso e tema.

 

Radice

 

La radice è la parte immutabile di una parola. Nelle seguenti parole:libr-o, libr-i, libr-aio, libr-eria, libr-etto, libr-esco la radice immutabile è libr.

 

Desinenza

 

Di una parola, la radice è la parte immutabile, la desinenza è la parte chevaria. Nelle parole anteriori, se librè la radice, la o di libr-o, la i di libr-i, la aio di libr-aio, la eriadi libr-eria, la etto di libr-etto ela esco di libr-esco sono ladesinenza.

 

Prefisso, suffisso e tema

 

Se osserviamo le seguenti parole: port-a, im-port-are, es-port-azion-e solola prima port-a è costituita da radice (port) e desinenza (a); nelle altre duela base comune (port) è preceduta da gruppi di lettere che si dicono prefisso esuffisso. Nella parola im-port-are, imrappresenta il prefisso, port laradice e are  la desinenza; nella parola es-port-azion-e, es rappresenta il prefisso, port la radice e azion il suffisso ed ela desinenza. In questo caso la radice con il suo prefisso o suffisso prende ilnome di tema. Quindi nella parola import-are, che trattasi di verbo, import è il tema are è la desinenza; nella parola esportazion-e, esportazion- è il tema, la e è la desinenza.

 

Parole primitive e derivate

 

Le parole costituite da radice e desinenza si dicono primitive; le parole formate da tema e desinenza si dicono derivate. Quindi porta è primitiva; importare è derivata.

 

Dalla radice, cioè dalla parte invariabile di una parola possono derivare tante altre parole, che costituiscono una famiglia, di cui la radice è l’etimo. L’etimologia è la scienza che studia l’origine e la storia delle parole.

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