UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

03.11 – Alterazione del nome

Posted by Prof. Attilio Folliero su 28/03/2011

A cura del prof. Attilio Folliero

Alterazione del nome (Scaricare/Descargar)
 
Un nome si dice alterato quando aggiungendo un particolare suffisso si modifica in parte il significato. Si può variare il nome sia dal punto di vista della grandezza, facendolo diventare più grande o più piccolo, sia dal punto di vista della qualità, facendolo diventare migliore o peggiore.
Per chiarire il concetto di alterazione del nome è necessario spiegare alcuni concetti relativi a radice, desinenza, prefisso e suffisso.
 
Radice
 
La radice è la parte immutabile di una parola. Nelle seguenti parole: libr-o, libr-i, libr-aio, libr-eria, libr-etto, libr-esco la radice immutabile è libr.
 
Desinenza
 
Di una parola, se la radice è la parte immutabile, la desinenza è la parte che varia,  cambiando la quale è possibile formare il femminile ed il plurale. Nelle parole anteriori, se libr è la radice, la o di libr-o, la i di libr-i, la aio di libr-aio, la eria di libr-eria, la etto di libr-etto e la esco di libr-esco sono desinenze.
 
Prefisso, suffisso e tema
 
Se osserviamo le seguenti parole: port-a, im-port-are, es-port-azion-e solo la prima port-a è costituita da radice (port) e desinenza (a); nelle altre due la base comune (port) è preceduta da gruppi di lettere che si dicono prefisso e suffisso. Esempi:
  • Im-port-are: im = prefisso; port = radice; are = desinenza
  • Es-port-azion-e: es = prefisso; port = radice; azion = suffisso; e = desinenza.
 
In questo caso la radice con il suo prefisso o suffisso prende il nome di tema. Quindi nella parola import-are, che è un verbo, import è il tema ed are è la desinenza; nella parola esportazion-e, esportazion– è il tema, la e è la desinenza.
 
L’aterazione del nome
 
L’alterazione del nome si produce aggiungendo un suffisso alla radice. Possiamo aggiungere i seguenti suffissi:
  • -one, -otto (maschile), -ona, -otta (femminile) per far diventare un nome più grande (suffissi accrescitivi);
  • -ino, -etto (maschile), -ina, -etta (femminile) per far diventare un nome più piccolo (suffissi diminutivi);
  • -accio, -astro (maschile), -accia, -astra (femminile) per cambiare la qualità ad un nome, facendolo diventare peggiorare (suffissi peggiorativi);
  • -uccio (maschile); -uccia (femminie per cambiare laqualità ad un nome, facendolo diventare migliore, più affettuoso (suffissi vezzeggiativi)
 
Ad esempio il nome ragazzo (maschile) può diventare:
  • Ragazz-one o ragazz-otto (ragazzo grande);
  • Ragazz-ino o ragazz-etto (ragazzo piccolo);
  • Ragazz-accio o ragazz-astro (ragazzo peggiore);
  • Ragazz-uccio (ragazzo più affettuoso).
 
Ad esempio il nome ragazza (femminile) può diventare:
  • Ragazz-ona o ragazz-otta (ragazza grande);
  • Ragazz-ina o ragazz-etta (ragazza piccola);
  • Ragazz-accia o ragazz-astra (ragazza peggiore);
  • Ragazz-uccia (ragazza più affettuosa).
 
Ad esempio il nome libro (maschile) può diventare:
  • libr-one o libr-otto (libro grande);
  • libr-ino o libr-etto (libro piccolo);
  • libr-accio o libr-astro (libro cattivo, peggiore);
  • libr-uccio (libro simpatico).
 
Ad esempio il nome borsa (femminile) può diventare:
  • Bors-ona o bors-otta (borsa grande);
  • Bors-ina o bors-etta (borsa piccola);
  • Bors-accia (borsa non buona);
  • Bors-uccia (borsa carina, affettuosa)

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