UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

Italiano I – Lezione 02

Posted by Prof. Attilio Folliero su 04/10/2011

A cura del prof. Attilio Folliero

Italiano I – Lezione 02

La famiglia

Maschile singolare

Femminile singolare

Maschile Plurale

Femminile plurale

Il genitore (padre) La genitrice (madre)

I genitori

Le genitrici
Il papà (papà) La mamma (mamà)

I papà

Le mamme
Il padre (padre) La madre (madre)

I padri

Le madri
Il marito (marido) La moglie (mujer)

I mariti

Le mogli
Lo sposo (esposo) La sposa (esposa)

Gli sposi

Le spose
Il fidanzato (novio) La fidanzata (novia)

I fidanzati

Le fidanzate
Il figlio (hijo) La figlia (hija)

I figli

Le figlie
Il fratello (hermano) La sorella (hermana)

I fratelli

Le sorelle
Il nipote di nonno (nieto) La nipote (nieta)

I nipoti

Le nipoti
Il nipote di zio (sobrino) La nipote (sobrina)

I nipoti

Le nipoti
Il nonno (abuelo) La nonna (abuela)

I nonni

Le nonne
Lo zio (tio) La zia (tia)

Gli zii

Le zie
Il cugino (primo) La cugina (prima)

I cugini

Le cugine
Il cognato (cuñado) La cognata (cuñada)

I cognati

Le cognate
Il suocero (suegro) La suocera (suegra)

I suoceri

Le suocere
Il genero (yerno) La nuora (nuera)

I generi

Le nuore

Esercizio: Ricostruisci la tua famiglia, come quella dell’esempio

Attilio e Maria sono i genitori di Paolo, Ciro e Angela.

Attilio è il loro padre, Maria è la loro madre.

Maria e Attilio sono sposati: Attilio è il marito di Maria; Maria è la moglie di Attilio.

Paolo, Ciro e Angela sono i figli di Maria e Attilio.

Paolo e Ciro sono i loro due figli, Angela è la loro figlia.

Paolo e Ciro sono i due fratelli di Angela, Angela è la sorella di Paolo e Ciro.
Anna e Nicola sono due nipoti di Attilio e Maria.

Anna è una delle loro nipoti, Nicola è uno dei loro nipoti.

Attilio e Maria sono i nonni di Anna e Nicola.

Maria è la loro nonna, Attilio è il loro nonno.
Carmela è la zia di Nicola, Paolo è lo zio di Nicola.

Patrizia è la nipote di Paolo, Nicola è il nipote di Paolo.

Nicola è il cugino di Anna, Anna è la cugina di Patrizia.
Paolo (= il fratello di sua moglie) è il cognato di Vittorio.

Vittorio (= il marito di sua sorella) è anche il cognato di Paolo.

Angela (= la sorella di Paolo, marito di Carmela) è la cognata di Carmela.

Carmela è anche la cognata di Angela (= la moglie di suo fratello).
Attilio e Maria sono i suoceri di Carmela (= i genitori di suo marito).

Attilio è suo suocero, Maria è sua suocera.

Vittorio è il genero di Attilio (= il marito di sua figlia).

Carmela è la nuora di Attilio (= la moglie di suo figlio).

La giornata

  • Mattina
  • Pomeriggio
  • Sera
  • Notte

I pasti giornalieri

  • La colazione – Io faccio colazione alle 7.30
  • Il pranzo – Io pranzo alle 13
  • La merenda – Io faccio la merenda alle 17
  • La cena – Io ceno alle 20

Esercizio: Descrivi la tua giornata

  • Io mi alzo alle 7; poi mi lavo e mi vesto.
  • Faccio colazione alle 7.30.
  • Esco di casa alle 7.45.
  • Alle 8.30 sono all’università.
  • Tutte le mattine vado all’università con la metropolitana.
  • Pranzo alle 13.
  • Pranzo alla mensa universitaria.
  • Nel pomeriggio studio in biblioteca fino alle 19.
  • Alle 17 faccio merenda; io mangio un panino.
  • La sera torno a casa.
  • Ceno alle 20.
  • Dopo cena, guardo la televisione o entro in Internet.
  • Alle 22 vado a letto.

I giorni della settimana

  1. Lunedì, dedicato alla Luna
  2. Martedì, dedicato al dio Marte
  3. Mercoledì, dedicato al dio Mercurio
  4. Giovedì, dedicato al dio Giove
  5. Venerdì, dedicato alla dea Venere
  6. Sabato, dedicato al dio Saturno
  7. Domenica, dedicato al Sole

Esempi:

  • Oggi è martedì
  • Ieri era lunedì
  • Domani è mercoledì
  • L’altro ieri era domenica
  • Dopodomani è giovedì

I mesi dell’anno

  • Gennaio, dedicato a Ianus (Giano), dio bifronte, che segnava simbolicamente il passaggio dall’anno precedente a quello successivo.
  • Febbraio, deriva probabilmente dalla parola sabina februa che significa “purificazione”; è il mese della purificazione.
  • Marzo, dedicato a Marte, dio della guerra.
  • Aprile, si pensa che derivi dalla parola etrusca Apru e si riferisce ad Afrodite, cioè Venere.
  • Maggio, dedicato a Maia, dea della fertilità.
  • Giugno, dedicato alla dea Iuno, cioè Giunone.
  • Luglio, dedicato a Caius Iulius Caesar, Giulio Cesare.
  • Agosto, dedicato a Octavianus Augustus, l’imperatore Ottaviano Augusto.
  • Settembre, settimo mese dell’antico calendario di Romolo (fondatore e primo re della città Valente, poi diventata Roma, che vedeva Marzo come primo mese.
  • Ottobre, ottavo mese del calendario di Romolo.
  • Novembre, ono mese del calendario di Romolo.
  • Dicembre, decimo mese del calendario di Romolo

Le stagioni

  • Primavera dal 21 marzo
  • Estate dal 21 giugno
  • Autunno dal 21 settembre
  • Inverno dal 21 doicembre

Le consonanti doppie

Tutte le consonanti, eccetto l’h, in italiano possono pronunciarsi rafforzate, cioè possono trovarsi doppie, ma solo nel mezzo di una parola.

Parole che hanno significato diverso, secondo che hanno una o due consonanti:

  • bara (=sarcofago); barra (=asta);
  • bruto (=bestia); brutto (=non bello);
  • camino (=focolare); cammino (=viaggio);
  • capello (=pelo del capo); cappello (=copricapo);
  • casa (=abitazione); cassa (=recipiente);
  • copia (=riproduzione); coppia (=paio);
  • dona (=dal verbo donare); donna (=signora);
  • eco (=risonanza); ecco (=avverbio);
  • fumo (=prodotto del fuoco); fummo (=dal verbo essere);
  • moto (=motocicletta); motto (=detto, battuta);
  • nono (=numerale); nonno (=avo);
  • note (=brevi appunti); notte (=oscurità);
  • pala (=attrezzo); palla (=sfera);
  • pena (=castigo); penna (=piuma);
  • seta (=tessuto); setta (=fazione, un gruppo ristretto);
  • sete (=bisogno di bere); sette (=numerale);
  • sono (=dal verbo essere); sonno (=riposo);
  • speso (=dal verbo spendere); spesso (=denso);
  • vile (=codardo, vigliacco); ville (plurale di villa).

Le parti del discorso

L’analisi grammaticale è la scomposizione di una frase nei suoi elementi costitutivi; ogni parola che compone la frase viene analizzata in base alla sua funzione grammaticale.

Le categorie grammaticali o parti del discorso sono in tutto nove. Di queste, cinque sono variabili, ossia possono variare la terminazione in base al genere (maschile o femminile), o al numero (singolare o plurale), quattro sono invariabili, ossia non cambiano mai la terminazione.

Le cinque parti variabili del discorso sono:

  • Nome, che indica persone, animali, cose, idee, sentimenti, ecc. Esempi: uomo, donna, cane, gatto, libro, quaderno, vurtù, poesia.
  • Articolo, che introduce in maniera determinata o indeterminata il nome. Esempi: il bambino, la donna, un bambino, una donna.
  • Aggettivo, che qualifica o specifica il nome. Esempi: bel cane, quel cane.
  • Pronome, che fa le veci del nome, ossia sostituisce il nome. Esempi: Io sono Luigi; lui è Giacomo.
  • Verbo, che indica azione o modo di essere. Esempi: la pecora bela; il cane abbaia; il gatto miagola; il gatto è astuto.

Le quattro parti invariabili sono:

  • Avverbio, che serve a precisare o modificare il significato di un’altra parola. Esempi: corre lentamente;  è molto bello; è considerevolmente brutto;
  • Preposizione, che serve a stabilire i rapporti tra le parole. Esempi: Io vado a scuola; il cappotto della mamma.
  • Congiunzione, che serve ad unire una parola all’altra, o una frase all’altra. Esempi: Io e Giovanni andiamo a scuola insieme; Compra il pane, quando torni.
  • Interiezione o Esclamazione, che serve ad indicare uno stato dell’animo, un sentimento. Esempio: Ahi me poverino!

Fare l’analisi grammaticale, ad esempio della frase “Io leggo un libro” significa analizzare ognuna delle parole che la compongono: Io è pronome personale soggetto; leggo è verbo, indicativo presente, terza persona singolare del verbo leggere; un è articolo indeterminativo maschile; libro è sostantivo maschile singolare.

Sono variabili quelle parti del discorso che possono mutare la terminazione. Il mutamento nel nome, nell’articolo, nell’aggettivo e nel pronome si chiama declinazione; nel verbo si chiama coniugazione.

Pronomi personali soggetto

Il pronome personale indica la persona o le persone che parlano (io, noi), o la persona o le persone alle quali si parla (tu, voi), o le persone delle quali si parla (lui, lei, loro, egli, ella, essa, esse, esso, essi).

I pronomi personali usati in funzione di soggetto sono:

  • Prima persona singolare: io
  • Seconda persona singolare: tu
  • Terza persona singolare: lui (egli), lei (ella), esso, essa
  • Prima persona plurale: noi
  • Seconda persona plurale: voi
  • Terza persona plurale: loro, essi, esse

Il verbo

Il verbo è la parte fondamentale del discorso; da solo può esprimere un pensiero di senso compiuto, a differenza di tutte le altre parti del discorso che individualmente non esprimono mai pensieri compiuti. Verbo viene dal latino “verbum” e significa parola; il verbo è la parola più importante.

Se dico: “Maria la giraffa allo zoo”, la frasenon ha alcun senso, mentre acquista senso se inseriamo un verbo, per esempio havisto, osserva quindi “Maria ha visto (guarda) la giraffa allo zoo”.

A volte il verbo manca, ma solo apparentemente; in realtà è solo sottinteso. Per esempio, se dico: “Finalmente a casa!”, c’è un verbo sottinteso come siamo, ossia “finalmente siamo (siamo arrivati) a casa!”

La coniugazione del verbo

La coniugazione del verbo consiste nella variazione della terminazione secondo quattro elementi:

  • il soggetto che compie l’azione (e può essere di prima, seconda, terza persona e di numero singolare o plurale);
  • il modo in cui è presentata l’azione (come certa, indicativo; come possibile, congiuntivo; come subordinata ad una condizione, condizionale; come un ordine, imperativo; in maniera indeterminata, infinito, participio, gerundio);
  • il tempo in cui avviene (presente, passato, futuro);
  • la vocale tematica, caratteristica di ciascuna coniugazione a cui il verbo appartiene (a della prima, e della seconda, i della terza), che però non resta invariata per tutta la coniugazione e neppure è sempre presente.

Le tre coniugazioni

  • I declinazione -are: appartengono alla prima declinazione i verbi terminanti in –are. Esempi: amare; comprare, lodare, sostare, camminare, passeggiare, dettare, andare, stare, fare, dare, mangiare;
  • II declinazione –ere: appartengono alla seconda declinazione i verbi terminanti in –ere. Esempi: temere, scrivere, leggere, volere, potere, dovere;
  • III declinazione –ire: appartengono alla terza declinazione i verbi terminanti in –ire. Esempi: servire, dormire, dire.

Notare: Il verbo fare viene inserito tra i verbi della prima coniugazione perché termina in –are, ma andrebbe inserito tra quelli di seconda perché in origine, in latino era “facere” e si coniuga come un verbo della seconda; allo stesso modo “dire” ed altri; dire, oggi inserito tra quelli della terza, originariamente era “dicere”, quindi della seconda.

Classificazione del verbo

Il verbo presenta molte variazioni che costituisco la sua coniugazione. Queste variazioni sono:

  • la persona: prima, seconda, terza;
  • il numero: singolare, plurale;
  • il modo: finito (indicativo, comgiuntivo, condizionale, imperativo) o indefinito (infinito, participio gerundio);
  • il tempo: presente, passato (imperfetto, passato prossimo, trapassato prossimo, passato remoto, trapassato remoto) e futuro (semplice, anteriore);
  • Il genere: transitivo o intransitivo;
  • la forma: attiva, passiva, riflessiva.

Presente indicativo dei verbi ausialiari “Essere” e “Avere”

Verbi ausiliari
Presente Essere
Io sono
tu sei
Lui è
Lei è
Noi siamo
Voi siete
Loro sono
Presente Avere
Io ho
tu hai
Lui ha
Lei ha
Noi abbiamo
Voi avete
Loro hanno
 

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