UCV – Escuela de Comunicacion Social

Asignatura de Italiano del prof. Attilio Folliero

06.08 – Uso di ci, vi, ne e lo

Posted by Prof. Attilio Folliero su 08/10/2011

a cura del prof. Attilio Folliero

Uso di ci, vi, ne e lo (Scaricare/Descargar)

Uso di “Ci”

La forma pronominale atona “Ci” può essere usata:

a)    In unione col verbo essere, che assume il significato di esistere, trovarsi. Esempi:

  • C’era (= Ci era = esisteva) una volta una bambina …

b)    Come pronome riflessivo di prima persona plurale. Esempio:

  • Noi ci (= noi stessi) laviamo solamente con acqua calda.

c)    Come pronome personale di prima persona plurale, in funzione di complemento (oggetto o di termine). Esempi:

  • Ci (oggetto): Lei  ci (= noi) aiuta sempre;
  • Ci (termine): Chiama quel signore affinché ci (= a noi) indichi la strada.

d)    Come pronome dimostrativo, con il significato di: a ciò, a questa cosa, a quella cosa, con questo, con quello. Esempi:

  • Ci=a ciò: Non ci (=a ciò) penso più;
  • Ci= a questa cosa: Non ci (= a questa cosa) credo;
  • Ci=a quelle cose: Credi a tutte quelle cose che scrivono i giornali? Non ci (= a quelle cose) credo;
  • Ci=con questi: Ho messo gli occhiali nuovi e ci (=con questi) vedo meglio.
  • Ci = con quello: Dovrei parlare col nuovo segretario?Allora, ci (= con quello) parlo domani.

e)    Come avverbio di luogo, col significato di: lì, là, in quel luogo, in questo luogo. Esempi:

  • Ci (=lì, là, in quel luogo) andammo volentieri.
  • Andrò a Venezia e ci (=lì, là, in questo luogo) resterò una settimana.

f)     Come pleonastico, ossia parola in più, non necessaria e quindi si può omettere. Esempi:

  • E’ necessario accendere la luce, perché non ci si vede più;
  • Parlo forte perché lui ci sente poco;
  • Ci sto attento io al nonno.

Uso di “Vi”

La forma pronominale atona “Vi” può essere usata:

a)    Come pronome personale di seconda persona plurale in funzione di complemento (oggetto o di termine) atono. Esempi:

  • Vi (oggetto): Lei vi (= voi) aiuta
  • Vi (termine): Vi (= a voi) penso sempre

b)    Come pronome dimostrativo, con il significato di: a ciò, a questa cosa, a quella cosa, con questo, con quello. Esempi:

  • Vi=a ciò: Non vi (=a ciò) penso più;
  • Vi= a questa cosa: Non vi (= a questa cosa) credo più;
  • Vi=a quelle cose: Credi a tutte quelle cose che scrivono i giornali? Non vi (= a quelle cose) credo;
  • Vi=con questi: Ho messo gli occhiali nuovi e vi (=con questi) vedo meglio.
  • Vi = con quello: Dovrei parlare col nuovo segretario?Allora, vi (= con quello) parlo domani.

c)    Come avverbio di luogo, col significato di: lì, là, in quel luogo, in questo luogo. Esempi:

  • Vi (=lì, là, in quel luogo) andremo volentieri.
  • Andrò a Venezia e vi (=lì, là, in questo luogo) resterò una settimana.

d)    Come pleonastico, ossia parola in più, non necessaria e quindi si può omettere. Esempi:

  • E’ necessario accendere la luce, perché non vi si vede più;
  • Vi sto attento io al nonno.

Uso di “Ne”

La particella pronominale “Ne” può essere usata:

a)    Come partitivo. Esempi:

  • Quanti libri hai letto quest’annoo? Ne ho letti vari.

b)    Come pronome personale di terza persona, equivalente a: di lui, di lei, di loro, da lui, da lei, da loro. Esempi:

  • Ne = di lui: Apprezzo molto Marco, perché ne (=di lui) conosco le doti;
  • Ne = di lei: Apprezzo molto Giulia, perché ne (=di lei) conosco le doti;
  • Ne = di loro: Apprezzo molto questi artisti, perché ne (=di loro) conosco le doti;
  • Ne = da lui: Giuseppe ebbe come maestro suo padre e ne (=da lui) apprese molto;
  • Ne = da lei: Anna ebbe come maestra la signora Rita e ne (=da lei) apprese molto;
  • Ne = da loro: Luisa incontrò dei ragazzi ubriachi e ne (=da loro) fuggì subito.

c)    Come pronome dimostrativo equivalente a: di ciò, da ciò, di questo, da questo. Esempi:

  • Ne = di ciò: Non parlarmi del problema, ne (=di ciò) parlerai col tuo superiore;
  • Ne = da ciò: Non parlasti chiaro e ne (=da ciò) derivò una gran confusione
  • Ne = di questo: Questo è il problema. Cosa ne (=di questo) pensi?
  • Ne = da questo: Tralasciando questo problema iniziale, ne (=da questo) derivarono tutti gli altri.

d)    Come avverbio di luogo equivalente a: di là, di lì

  • Ne = di là: Cecilia fu a Parigi e ne (=di là) tornò entusiasta;
  • Ne = di lì: C’era troppo inquinamento e ne (= di lì) scappai subito.

e)    Come pleonastico, ossia parola in più, non necessaria e quindi si può omettere. Esempi:

  • Se n’è andato via; si può scrivere semplicemente: è andato via, in quanto se ne, si possono omettere, senza modificare il senso della frase.

f)     Di pronome personale di prima persona plurale, equivalente a: noi e a noi. Tale uso però è limitato alla poesia.

Uso di “Lo”

La forma pronominale atona “Lo” si usa:

a)    Come pronome personale di terza persona singolare in funzione di complemento oggetto. Esempio:

  • Lo (= lui) vidi l’ultima volta la settimana scorsa

b)    Come pronome dimostrativo, con il significato di: ciò. Esempio:

  • Tu indossi vestiti inappropriati: lo =(ciò) notano tutti

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